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January 29
Premessa: ci ho messo un pò per fare un intervento sulle fate...il materiale è tanto...ho letto molto e visitato diversi siti: spero di essere esaustiva in tema di fate: prometto che ve ne riparlerò approfondendo alcuni discorsi.
Ci saranno anche dei link di riferimento perchè di alcune cose già ne ho parlato.
Le fate non sono tutte uguali: ne esistono tantissimi tipi che differiscono tra loro per aspetto, funzioni, origini.Tutti gli esseri fatati
hanno comunque uno strettissimo legame con la Natura, dalla quale dipende la loro sopravvivenza.
Il regno delle fate si trova in una dimensione parallela a quella umana, secondo alcuni tale dimensione è affine al piano astrale, quel piano nel quale, secondo la tradizione esoterica, si manifestano sentimenti. Un'altra caratteristica di questo piano è la sensibilità all'intenzionalità conscia e inconscia: è un regno meraviglioso, luminoso, bellissimo, ma può divenire cupo e terrificante alla vista di chi nutre in sè sentimenti violenti e distruttivi. Questa caratteristica consente agli abitanti di cambiare a piacimento forma, sembianze e dimensioni.
Le caratteristiche delle fate possono essere riscontrate in diverse culture: in Oriente troveremo le Dakini, nel mondo arabo i Jinn (molto simili ai geni). Molto interessanti sono le leggende irlandesi: il popolo fatato sarebbe ciò che resta di un'antica stirpe divina dotata di poteri sovraumani che governava l'Irlanda, i "figli di Dana" (Tuatha de Danaan),i quali, una volta decaduti, si ritirarono nella dimensione Feerica. In questo regno si organizzarono in corti gerarchiche. Le leggi sono molto simili a quelle umane ma le leggi naturali molto differenti.
Le fate che vivono nel Regno Feerico O Sidhe sono sicuramente le più numerose. Alcuni ritengono che la natura fatata si trovi anche
in altri esseri denominati "spiriti della natura" che sono subordinati alle. Questi spiriti sono degli esserini costituiti da materia sottile e conosciuti con i nomi di: elfi, gnomi, folletti, ondine ecc...Molti li definirò come fate anche se ricordiamo che non sono le fate del Regno Feerico.Agiscono nell'ambito dei 4 elementi insieme alle fate del Regno Feerico che li governano e guidano:
FUOCO
Il fuoco è sempre stato un oggetto di culto al quale venivano attribuite proprietà magiche e questo si vedesa soprattutto durante i riti propiziatori nei quale si accendevano grandi falò. Le fatine dello spirito del fuoco vivono nelle scintille, nei fuochi e nei lampi...le più comuni sono le fiammelle. Altri spiriti della natura che operano nell'ambito del fuoco sono le salamandre (non si intene l'anfibio)che conducono luce e calore in varia intensità: dal raggio di sole, alla fiamma, alla lava del vulcano. Sono coloro che controllano il calore necessario per poter generare una vita in tutte le sue forme ed in tutti i suoi regni. Calore infatti che si esplica con il processo metabolico . Secondo alcuni le fate del fuoco sono anche tramiti degli angeli. Per approfondimento: http://minakle.spaces.live.com/blog/cns!47C958C1076D355!820.entry?&_c02_vws=1
ARIA
Tutte le fate di questo elemento possiedono delle ali. Il loro compito è quello di produrre dalla brezza all'uragano più violenti. Le principali sono le Silfidi che formano le correnti aeree, addensano o disperdono le nubi, creano il cento, le brezze, i vortici. Le più comuni sono le Sylphis (creatrici di vento e brezze conosciute anche come "spose del vento") e le Comeles (per quanto riguarda le nebbia).Anche loro fungono da intermediari con gli angeli. Per approfondimento: http://minakle.spaces.live.com/blog/cns!47C958C1076D355!873.entry?&_c02_vws=1
TERRA
Le fate della terra risiedono tra le rocce, nel suolo e nel terreno (le più famose sono le Lusuri e le driadi). Tra gli spiriti di questo elemento ricordiamo anche gnomi, folletti, elfi e così via. Sono creature dotate di un grande senso pratico capaci di trasformare in strutture solide e vitali i componenti della materia combinandoli con energie sottili. In particolare gli gnomi si occupano del regno minerale (formazione di rocce, minerali, metalli preziosi), la fatine e simili del regno vegetale e animale. Per approfondimento: http://minakle.spaces.live.com/blog/cns!47C958C1076D355!820.entry?&_c02_vws=1
ACQUA
L'acqua nei miti è vista come elemento di purificazione e di origine della vita. Menzionamo: ondine (acqua dolce e poco profonda), sirene (acqua del mare), naiadi e ninfe (acque cristalline, cascate e torrenti), nereidi, esperidi, camene, pelne e altre creature simili. Per tutte la principale occupazione resta quella di captare ed indirizzare l'energia vitalenelle acque, per rigenerarle e rivitalizzarle per il loro incessante movimento. Movimento fondamentale poichè l'acqua è la vita. Per appronfondimento: http://minakle.spaces.live.com/blog/cns!47C958C1076D355!873.entry?&_c02_vws=1
FATE E NATURA
Tutte le fate sono indissolubilmente legate alla natura e ai suoi elementi, per cui tutto ciò che nuoce alla natura nuoce anche a loro. Abbiamo detto precedentemente che gli "spiriti della Natura" sono subordinati alle fate. Infatti sono le fate stesse che sovraintendono
ai compiti degli spiriti che operano in seno alla natura affinchè avvengano quelle transutazioni che la rigenerano incessantemente.
inoltre gli abitanti del regno feerico anche se vivono in una dimensione parallela a quella umana, proteggono e custodiscono terreni particolari: boschi, sorgenti, grotte, alberi secolari, rivestendo il ruolo di sovraintendenti ai beni naturali di Madre Natura. Questi luoghi sono di estrema bellezza ma sono dotati anche di un'energia e di un magnetismo particolari. Diventano luoghi di passaggio tra i due
regni: ma solo per pochi!!!
FATE E UOMINI
In un tempo non molto lontano tra uomini e creature del regno parallelo c'erano dei rapporti cordiali...tuttavia con il passare del tempo e con l'aumentare del progresso, il continuo allontanarsi dell'uomo dalla natura ha fatto crollare i rapporti.
FATE ED ANIMALI
Le fate amano molto gli animali e spesso li usano come esca per attrarre gli uomino a sè. Esempi di questi animali, che attraggono sopratutto cacciatori sono: cervi con corna d'oro, uccelli completamente bianchi...in altri casi si parla di unicorni o semplicemente farfalle. In alcuni periodi le fate si trasformano in animali ma in questo caso perdono tutti i loro poteri rischiando anche di morire.
LO SPECCHIO
Gli esseri fatati sono un vero e proprio specchio dell'essere umano. La loro costituzione sottile e vibrante li rende estremamente sensibili ed empatici, tanto da portarli a riflettere i nostri sentimenti e le nostre emozioni, o a sfuggirli. Dato che attiriamo ciò che siamo, se nella nostra vita dovessimo incontrare un abitante del regno delle fate incontreremo quello con le caratteristiche più simili alle nostre.
IN ARMONIA CON LE FATE
Ci sono cose che attirano le fate, altre che le allontanano.
La tradizione dice che per allontanare "esseri maligni" basta portare con sè un oggetto in ferro, oppure del sale, o ancora indossare abiti al rovescio.
Tuttavia come già detto le fate sono influenzate dalla nostra personalità: un cuore leggero, libero da pensantezze emozionali, una buona conoscenza e consapevolezza di sè, una coscienza in pace, una buona dose di rispetto aiuta l'avvicinamento al rengo fatato .
Le fate amano l'armonia e l'equilibrio, e sono turbate da ogni forma di inquinamento e dal materialismo.
ACCEDERE AL REGNO DELLE FATE
Vi sono dei luoghi naturali da dove è più semplice l'accesso al mondo parallelo, tuttavia ciò che conta per essere ammessi al cospetto di una fata è soprattutto una particolare predisposizione d'animo. I requisiti fondamentali sono leggerezza ed apertuta di cuore, consapevolezza, intenzioni ferme, chiare e limpide, prive di secondi fini, presenza, stabilità.
Questi luoghi si trovano in ogni paese: secondo alcune leggende esisterebbe un'isola magica detta Avalon...isola dove è stato curato re Artù dopo essere stato ferito a morte e dove si trova il suo cuore. Altre leggende narrano dei laghi del Galles pieni di queste creature.ma, sempre gli abitanti del Galles, il regno per eccellenza delle fate sarebbe un'isola nel canale di san Giorgio. Per i britannici l'isola fantastica sarebbe Man.
In italia si racconta che le fate risiedano presso Colle di Roccacasale (L'Aquila) oppure nei boschi del Lazio.
| September 04
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PEGASO (CAVALLO ALATO):
E' una figura della mitologia greca. Nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo taglio il collo della medusa. Questo cavallo venne inizialmente usato da Zeus per trasportare fino all'Olimpo le folgori. Succesivamente viene cavalcato da Bellerofonte per andare ad uccidere la Chimera. Dopo la morte dell'ereo, avvenuta per essere caduto proprio dal cavallo, Pegaso torna tra gli dei. Nella famosa gara di canto tra le Muse e le Pieridi, Pegaso aveva colpito con uno zoccolo il monte Elicona, che si era ingigantito fino a minacciare il cielo dopo aver udito il celestiale canto delle dee. Dal punto colpito dallo zoccolo di Pegaso nacque una sorgente, chiamata Ippocrene, o "sorgente del cavallo". Nello stesso modo, Pegaso fece scaturire una sorgente a Trezene. Terminate le sue imprese, Pegaso prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione.
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UNICORNO (O LIOCORNO):
Il liocorno è tipicamente raffigurato come un cavallo bianco dotato di attributi magici, con un unico lungo corno avvolto a torciglione sulla fronte. Molte descrizioni attribuiscono all'unicorno anche una barbetta caprina, una coda da leone e zoccoli divisi.Simbolo di saggezza, nell'immaginario cristiano poteva essere ammansito solo da una vergine, simbolo della purezza. Si credeva che se il corno fosse stato rimosso, l'animale sarebbe morto.
Nella tradizione medievale, il corno a spirale è detto alicorno, e gli è attribuita la capacità di neutralizzare i veleni. A partire dal XV secolo e fin quasi all'inizio del XIX, il dente del narvalo (un mammifero marino), in virtù della sua eccezionale lunghezza (fino a 3 metri) e la perfetta struttura elicoidale, viene identificato, anche dalla nascente zoologia scientifica, come il corno di un unicorno e venduto a caro prezzo nelle corti europee. Di conseguenza, l'unicorno comincia a uscire dai bestiari per entrare nei prime opere di sistematica naturalistica.
Nel 1827 un famoso naturalista francese afferma l'impossibilità dell'esistenza di un mammifero perossodattilo con un unico corno frontale. Questa presa di posizione indirizzerà la scienza naturalistica nel corso dell'800 ad escludere definitivamente l'unicorno dalla lista degli animali esistenti.
Alcuni pensano che questo animale sia stato ispirato ad una antilope africana della specie Orice.
Persino nel paliowidth=381> delle contrade di Siena, palio di origini medievali e che si corre, come ognun sa, ancor oggi, seppur in un contesto diverso, vi è, tra le 17 contrade, quella del Leocorno (unicorno), rappresentata da un cavallo col corno in testa.
IPPOCAMPO:
E' un animale marino della mitologia greca. Gli ippocampi figurano nel corteo di Poseidone insieme a tritoni, draghi acquatici e mostri marini. Sono cavalli fino alla pancia e il loro corpo si conclude con una coda di pesce. Possono avere zoccoli o zampe palmate. Al posto della criniera hanno una cresta di membrana o delle alghe.
IPPOGRIFO :
L'Ippogrifo è una creatura mitologica. Il suo nome deriva dalle parole hippos e grypòs. L'ippogrifo è infatti una creatura alata, originata dall'incrocio tra un cavallo ed un grifone, con testa e ali di aquila, zampe anteriori e petto da leone ed il resto del corpo da cavallo.
La prima descrizione letteraria dell'Ippogrifo si deve a Ludovico Ariosto: nel suo Oralando Furioso esso è infatti la cavalcatura del mago Atlante, soggiogato da Bradamante e poi utilizzato da Ruggero. Viene inoltre cavalcato da Astolfo fino alla Luna per recuperare il senno perduto di Orlando. Come un grifone, ha la testa di un' aquila, zampe dotate di artigli, ed ali coperte di piume, con il resto del corpo di un cavallo.
L'Ippogrifo sembra essere più facile da domare rispetto ai grifoni. Nelle leggende medioevali in cui questo animale fantastico appare, è di solito l'animale domestico di un cavaliere o un mago. Funge da eccezionale destriero, poiché può volare veloce come un fulmine. Si dice che sia onnivoro.< P>

| November 23
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FATE DELL'ACQUA
L'acqua è l'elemento di purificazione e rigenerazione e in molti miti viene vista come l'origine della vita. In alcune civiltà è anche uno strumento per curare.
Classifichiamo le "fatine" che vivono negli ambienti acquatici.
ONDINE:
Simili alle ninfe, ciò che le distingue principalmente è il fatto che nascono direttamente dalla schiuma dell'acqua in cui vivonoVivono in simbiosi con l'acqua dei fiumi, dei laghi delle sorgenti, dei mari e delle cascate. La loro esistenza è legata a quel luogo, infatti se per esempio il fiume si prosciuga lei muore.Sono molto simili alle sirene greche
Sono descritte come esseri belissimi femminili dotati di bellezza eterea, dotate di chiome fluenti, che cercano la compagnia di uomini. Alcune sono pericolose, infide ed ingannevoli.
Le ore migliori per cercarle sono quelle dell'alba e del tramonto.
Nell'antica Grecia erano chiamate anche Nereidi. Esiodo ne contava ben 50, Omero le cita nell'odissea. In nome Ondine viene dal Germanico. SOno considerate come le figlie del Dio del mare e di sua oglie. Nonostante ciò come già detto non si trovano solo nei mari.Grande è la loro capacità di assorbimento e di smaltimento delle energie circostanti i cui si nutrono e costituiscono. Un processo questo che esalta le doti di magnetismo e che le rende udibili mentre aumenta il ritmo frenetico del loro movimento, liberando un pianto lamentoso e struggente.
NINFE:
Sono giovani fanciulle che amano filare e tessere sulle sponde dei fiumi ma anche danzare, cantare e nuotare nei limpidi laghetti alpini
e torrenti. Le ninfe emergono dall'acqua quando nessuno umano può vederle, oppure quando vogliono attirarne uno attraverso il loro canto. Si presentano come crature sensualissime che si sposano con umani iquali condurranno una vita meravigliosa fin quando rimangono con loro.
NEREIDI:
Sono ninfe del mar Mediterraneo. Erano 50 figlir avvenenti di Nereo vecchissimo dio marino e della sua sposa Doride. Vivono nelle profondità marine ma salgono in superficie per aiutare i marinai in difficoltà cavalcando delfini. Le più famose sono Teti, Galatea, Anfitrite.
NAIADI:
Sono particolari ninfe che hanno come compito principale quello di essere profeti e guaritrici, protettrici del bestiame e della
vegetazione. Vi fanno parte le Potameidi (che si trovano nei fiumi), le pegei (delle fonti), le limnadi (delle acque stagnanti).
ESPERIDI:
vengono classificate sotto questo nome tre ninfe: Egle, Aretusa e Ipertusa, figlie del titanio Atlante. Con l'aiuto di un drago custodivano un albero dalle mele d'oro che la dea Era aveva ricevuto da Gea.
CAMENE:
Sono le muse della mitologia romana, secondo la quale avevano a che vedere con l'acqua. Possiedono il dono della profezia.
SILFIDI:
si nutrono di rugiada e miele e traggono forza dalla luce dell'aurora. Con la loro forza riescono a far annegare delle persone. Vivono
però soprattutto nella rugiada che si trona nei cespugli di rose bianche con vesti argentate e intonano sempre delle canzoni. Si possono scorgere nelle giornate di pioggia.
PELNE:
sono colombe verdi che vivono sulla terra ma che non si allontanano mai dalla sorgente. Se inseguite raggiungono la prima roccia e si trasformano per un pò in meravigliose fanciulle. Le fattezze animali sono dovute ad un incantesimo.
DATA LA VASTITA' DELL'ARGOMENTO PER LE SIRENE (E PER I TRITONI) HO DEDICATO UN INTERVENTO A PARTE CLICCA QUA
FATE DELL'ARIA
Sono rappresentate come creature alate che spesso assumono le sembianze di farfalle o splendidi uccelli. Il compito va dalla produzione di brezza all'uragano più violento.
Queste sono le più conosciute:
SYLPHIS: sono conosciute anche come "spose del vento". simile alle ninfe, sono creature bellissime, ma sono in grado di trasformarsi in esseri bruttissimi. All'inizio di ogni stagione si scatenano con vento e pioggia.
COMELES: sono responsabili di fenomeni atmosferici come nebbia e foschia. Una volta all'anno, in autunno, escono dalle grotte per celebrare "la sera del destino" giorno in cui giocano con il destino degli uomini.
 | November 12
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l'etimologia greca afferma che questo termine derivi da due parole: "uomo" e "lupo".
Essere umano o umanoide (salvo rare eccezioni), che si trasforma, anche per via della contrazione della malattia chiamata appunto "licantropia", in un ben determinato animale, nella cui forma non di rado non è in grado di controllarsi (per questo temuto e tenuto a distanza). In forma umana è difficle riconoscere un licantropo, sebbene vi siano alcuni tratti che, ad eccezione della licantropia indotta che non intacca la loro fisionomia, lo identificano come tale (più peloso con tratti animaleschi).
Secondo alcune leggende invece il licantropo è un uomo condannato ad una maledizione che, ad ogni plelunio inizia a ricomprirsi di peli e a munirsi di zanne, fino a diventare un lupo,pericoloso, feroce ed aggressivo. Lo si può uccidere solo con un'arma d'argento, ritenuto il materale più sacro. Si ritiene che il licantropo possa trasmettere la malattia ad un altro umano con un morso.
La leggenda è molto antica: già un mito greco racconta di un re greco che mangiava i bambini in onore di Zeus. Tuttavia Zeus lo trasformò in lupo per punirlo della sua malvalgità.
Anche gli antichi romani narrano di queste creature.
Nelle tradizioni nordiche si parla di guerrieri, Berserker, che si trasformano in orsi o lupi, e che sono però creature consacrate.
Nel medioevo insieme alle streghe,molti uomini furono bruciati con l'accusa di essere lupi. Sembre nel medioevo si associò in un racconto la trasformazione del lupo alla luna piena.
Nel 1692 un uomo ottantenne si autoaccusò di essere un licantropo, a causa di uno stregone che gli aveva morso il naso. Sempre secondo quest'uomo i licantropi sono esseri che vani in paradiso e non all'inferno perchè "cani di Dio". Rifiutatosi di pentirsi davanti il parroco, l'uomo fu frustato per idolatria e superstizione.
Tutti i licantropi godono delle capacità sensoriali del tipo di animale in cui si trasformano (il lupo svilupperà olfatto e udito, l'aquila la vista...).
I licantropi più famosi sono i lupi mannari, gli orsi mannari, le aquile mannare, le tigri mannare, i cinghiali mannari, i topi mannari, gli squali mannari. Possono parlare con gliu animali della stessa razza.
licantropia: è una vera e propria malattia; ogni umano o umanoide ferito da un licantropo diventerà licantropo egli stesso entro 20gg. I primi giorni si inizieranno a vedere i primi segni della malattia (febbri, convulsioni, crescita di peli, squame, incremento percezioni sensoriali...); le persone che invece non si trasformano, se contagiate, muoiono molto lentamente.
tipologie di licantropi:
- licantropi naturali: sono una vera e propria razza e nascono da veri e prorpi licantropi; è l'unica razza ad avere un triplice stadio di trasformazione: uno completamene umano, uno totalmente animale e uno ibrido;
- licantropi infetti:non possono trasmettere la malattia ai figli; hanno due stadi;
- licantropi indotti: sono divenuti tali per maledizione, magia; non possono trasmettere la malattia; hanno due stadi
 | November 02
l'origine delle sirene è antichissima.
Già nella cultura mesopotamica si parla di esseri anfibi, gli Oannes: in molte tavole cuneiformi si parla di 7 saggi del mare che giunsero nelle terre di Sumer più di 5000 anni fa per istruire la razza umana. Stessa leggenda narrata da Platone e di Solone. Nell'antico Giappone hanno i Kappas, esseri con mani e piedi pinnati venuti dal pacifico per instruire i marinai.
La dea dei siriani veniva rappresentata con le fattezze di una sirena. Anche antiche leggende irlandesi ci parlano delle sirene.Secondo le leggende norvegesi le sirene hanno capelli colorati per mimetizzarsi tra le alghe.
Narra la leggenda che Ercole staccò il corno ad Acheloo, il dio con corna e coda da serpente; dalla ferita caddero 12 gocce e da lì vennero fuori le prime sirene.
se ne parla già nella mitologia ellenica dove erano descritte come creture incantatrici che attiravano con il loro canto i marinai verso le sponde facendoli naufragare (vedi l'Odissea).
Tuttavia in questo periodo le sirene erano considerate donne-uccello con lunghi artigli, seno prosperoso, e canto ammaliatore. Erano inoltre considerate come esseri malvagi che attiravano le navi per farle naufragare. Altri ritenevano
che erano le anime degli spiriti respinti nell'aldilà, esseri assetati di sangue, che si cibavano dei marinai. Chiunque ascoltava il loro canto impazziva.
Nel medioevo europeo assumono le sembianze di meravigliose creature metà pesce e metà donna, e diventano crearture buone e leggiadre, dolci e non malvagie. Inoltre in questo periodo si affermava che quete, a contatto con la terra ferma, assumevano sembianze umane.
Tutti i popoli costieri conoscono almeno una sirena, che guida i loro marinai e i loro pescatori nei momenti più difficili.Nel periodo dell'illuminismo tuttavia queste creature vennero considerate solo il frutto della fantasia di marinai che stavano troppo tempo a mare.
In seguito, nel romanticismo e nel simbolismo viene rivalutata e considerata come simbolo della sensualità e della doppia natura umana.
Ancora oggi in alcune culture vi sono credenze riguardo queste creature sublimi.
Nei mari della Scozia si incontra una sirena con la coda di salmone che, se catturata, in cambio della libertà esaurisce 3desideri.
Le acque della Norvegia e della Svezia ospitano il tritone e la sirena della Scandinavia: esseri negativi. Per questo le navi di questa regione, quasi per scongiurarne la presenza, costruivano sulla prua la raffigurazione di una sirena. Nelle acque del Galles nuotano delle sirene brutte, senza naso ne orecchie, braccia corte e zampe palmate, bocca larga.
Dei paesi a noi più lontani ricordiamo le sirene innoque del Giappone, una Thailandese, una nigeriana che da poteri magici a chi la vede, e alcune del Mar Rosso.
In Italia si nasconde sotto una conchiglia una sirena che nella notte tra il 24 e il 25 giugno esce dalle acque e predice il futuro. Sotto il faro di Messina se ne trova un'altra. Di fronte a Lecce si trova il castello sottomarino della regina delle sirene, i cui giardino è coltivato dai marinai annegati.
TRITONE: Tritone è il termine con cui si designa il sireno o merman. Nella mitologia greca è il figlio di Poseidone, dio del mare, e della nereide Anfitrite.Tritone aveva un corno di conchiglia che col suo suono calmava le tempeste e annunciava l'arrivo del dio del mare.Notissimo per l'aiuto che diede a GiasoNe e agli Argonauti nel trovare la rotta da seguire.Tritone veniva raffigurato con la metà superiore umana e quella inferiore a forma di pesce. La sua origine è pregreca, probabilmente fenicia (vedi Dagon).Nell'iconografia con il nome di Tritone si designa un ampio numero di divinità marine che accompagnano Poseidone.
| October 29
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FATE DELLA TERRA
Rappresentano la forza della natura; si trovano tra rocce e caverne o a volte nei meandri della terra. Devono mantenere integra la struttura del terreno e devono custodire i metalli preziosi.
DRIADI:
Nella mitologia greca le driadi sono le fate della terra e sono le ninfe dei boschi, figlie di Nereo e Dori; vivono nelle foreste e sono inizialmente creature degli alberi della quercia (dryas=quercia), ma poi incarnano in generale la forza ed il rigoglio vegetativo. Non facevano corpo con gli alberi nè morivano con essi, ma potevano muoversi liberamente, danzare e unirsi anche con semplici mortali.
Sono descritte come fanciulle bellissime e intelligentissime, timide e non violente, misteriose e selvagge.
La loro pelle è simile ad una corteccia di un albero o comunque al legno, i loro capelli ricordano le foglie e cambiano colore a seconda della stagione. Hanno occhi luminosi, abiti fate di foglie verdi o marroni, per confondersi con gli alberi e con la terra. La parte inferiore del loro corpo è decorata a forma di arabesco, ad imitazione di un tronco d'albero.
Difendono gli alberi da chiunque voglia danneggiarli, tanto che a volte chiedono aiuto ai cavalieri per bloccare i taglialegna.
Alcune leggende narrano che alcune di esse si siano innamorate di elfi e umani e di averli fatti prigionieri.
Alcune leggende le differenziano dalle Amadriadi: quest'ultime sono legate ad un albero considerato sacro, nascono, crescono e muoiono con esso.La Driade invece è immortale. Gli dei spesso puniscono coloro che distruggono un albero sacro.
La driade più famosa è Euridice.
LUSURI:
le piccole luci dorate, piccole come lucciole o grandi come mastelli, erano denominate Lusuri. Si credeva che erano però fatine in grado di trasformarsi in piccole luci. Sotto queste sembianze potevano andare a trovare esseri umani interessanti.
FATE DEL FUOCO
Il fuoco è un elemento naturale che viene spesso associato a fenomeni fatati. Durante gli equinozi e i solstizi venivano organizzati dei riti propiziatori deve venivano accesi dei falò. Queste fate dimorano tra fuoco, scintille e lampi.
FIAMMELLE:
si presentano come sfere infuocate in grado di mutare le loro dimensioni. Sono le più forti ed energiche: senza di loro il fuoco non esisterebbe.
SALAMANDRE:
creature agili e snelle con sfere di fuoco che vivono presso i vulcani. Non somigliano alla "salamandra" rettile.<> | October 22
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Gli elfi sono una delle razze fantasy che appaiono nelle opere di Tolkien. La loro storia per intero è scritta solo ne "il Silmarillion" ed in parte anche ne "il signore degli anelli".
Gli elfi furono i primi abitanti della "Terra di Mezzo a poter parlare". Sono chiamati anche con il nome di Figli Maggiori o Primogeniti (mentre gli uomini sono il secondo popolo). Chiamano se stessi Quendi ("coloro che parlano con voci").
Sono descritti come le più belle creature della "terra di mezzo", amanti dell'arte, della musica, del canto, della magia. Da un brano de "IL signore degli anelli" si ricava che gli elfi vivano sugli alberi e impugnino archi, mentre secondo Tolkien abitavano in caverne o fortezze rocciose, e alcuni di essi siano conosciuti per l'abilità che hanno con la spada.,
Secondo Tolkien gli elfi non sono altro che ciò che sarebbero potuti diventare gli umani se non avessero compiuto il peccato originale. Per questo sono popolazioni molto morali e giuste, ma non per questo immuni dall'essere ingannate.
Esteticamente gli elfi sono riconoscibili per le loro orecchie a punta, come afferma un brano etimologico di Tolkien ("...le orecchie degli elfi sono più allungate rispetto a quelle degli uomini e a forma di foglia...").
I Quendi sono tutti gli elfi.
Tuttavia nel mondo fantasy di Tolkien, gli elfi sono una razza suddivisa in più gruppi.
Tutti gli elfi si svegliarono a Cuivienen (continente della terra di mezzo), dove vennero suddivisi in tre gruppi maggiori:
- Vanyar: il gruppo più antico e il più numeroso;
- Noldar;
- Teleri (o Lindar o cantori).
Ora il discorso si complica un pò, poichè la storia degli elfi è molto lunga. Cercherò di semplificare al meglio.
Dopo qualche tempo tutti gli elfi furono convocati da Orome per andare a vivere con i Valar in Aman. Le decisioni e il grande viaggio che seguirono, divisero gli elfi in due gruppi principali e in altri sottogruppi, che non furono mai riuniti.
- Avari: sono coloro che non accetarono la proposta e rimasero nella terra di mezzo;
- Eldar: (popolo delle stelle); gruppo composto soprattutto da Teleri che accettò il viaggio; furono però suddivisi in tre sottogruppi.
Nel paragrafo che segue cercherò di illustrarvi questa ulteriore suddivisione.
ELDAR (popolo delle stelle)
Coloro che intrapresero il viaggio furono soprattutto i Lindar che per questo furono chiamati anche Teleri.
- Nandor (gente della valle): sono i Teleri che intrapresero il viaggio ma si rifiutarono di oltrepassare le "montagne nebbiose" e rimasero nella vallata di Anduin. Alcuni furono chiamati "elfi silvani", vivendo nelle foreste di Rhovanion, e si unirono ad alcuni avari; altro invece "elfi verdi" e arrivarono nel Beleriand;
- Sindar (Elfi grigi): anche questi Teleri raggiunsero il Beleriand ma dal Grande Mare; alcuni di essi tornarono indietro per cercare il loro signore che era scomparso e furono chiamati Eglath ("elfi abbandonati"); altri raggiunsero il Grande mare e vi rimasero e sono detti "Falathrim" ("elfi dei porti");
- i Vanyar, i Naldor e i Teleri che portarono a termine il viaggio sono detti anche "elfi luminosi" poichè ammirarono la luce "dei due alberi"; tuttavia alcuni Noldor tornarono nella "terra di mezzo" e sono detti anche "esiliati". Quelli che invece rimasero sono conosciuti anche come "Aulendur".
Ecco qui uno schema per semplificare.
visita http://ilfossodihelm.it |
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