marta's profile(¯`·._.•♥ MiNaKlE's WoRl...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    September 19

    gli gnomi

    Nel folklore europeo gli gnomi sono creature fatate simili a piccoli uomini. Sono raffigurati come barbuti e baffuti e con il classico cappello a cono rosso. Abitano nei boschi e sono fortemente legati alla natura e all'ambiente che li circonda.
    Paracelso fu tra i primi a menzionarli: li considerava come spiriti del sottosuolo e si spostavano sotto terra, anche perchè i raggi del sole li trasformavano in pietra.
    Gli gnomi appaiono nelle favole della tradizione germanica (fratelli Grimm) e sono spesso raffigurati come vecchietti burberi e minuti che vivono sottoterra e custodiscono tesori.
    Uno dei testi più moderni e dettagliati che descrivono questi essere è il libro Gnomi di Poortvliet e Huygen, in cui sono descritti minuziosamente usi e costumi e dove vi sono moltissime immagini.
    Nella letteratura uno degli gnomi più famosi è quello dei libri di Oz. Anche Tolkien li ha menzionati spesso.
    Tra gli gnomi italiani, racconti ci parlano di un popolo di gnomi che vivono in una valle segreta dietro una cascata dell'appenino tosco-emiliani. famosi sono i racconti di Mazzarol, un pericoloso gnomo bellunese.
    Ad Asiago, e in tutto l'altipiano dei sette comuni da secoli vivono i sanguinelli o salvanelli, gnomi che vivono tra gli alberi e le rocce. Sono esseri positivi e amichevoli che si limitano a fare scherzi agli umani
    September 13

    piccolo pensiero di compleanno

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    September 10

    addio

                                                                    

    "PENSO CHE UNA VITA PER LA MUSICA SIA UNA VITA SPESA BENE ED E' A

    QUESTO CHE MI SONO DEDICATO"

    Luciano Pavarotti 12 ottobre 1935/ 6 settembre 2007

    September 06

    RESOCONTO

    Salve ragazzi!!   Vi sono mancata vero??!!
    Come preannunciato sono tornata dopo che il blog era momentaneamente chiuso per ferie a causa (se così si può dire) della mia vacanza.
    Come vedete il blog è un pò cambiato: ho cambiato il layout; modificato i colori (sono simbolici a buon intenditor poche parole); ho messo un video di uno dei miei film preferiti (moulin rouge); ho aggiunto nuove foto (di ciò che ho fatto questa estate)
    Spero che vi piacciano, ma se così non fosse AMEN...anzi ho un'ideuzza  dato che spero che dagli inteventi un pò sappiate cosa mi interessa, perchè non mi suggerite qualche argomento da approfondire????
    Come avete passato le vostre vacanze?? Io bene anche se non al 100%...diciamo che dovevo farmi una vacanza in Spagna ma purtroppo all'ultimo momento sono stata RIFIUTATA ... vabbe lasciamo stare che è meglio senno mi incazzo come una bestia, ho una rabbia.....
    Per il resto ho cazzeggiato abbastanza...sono stata una settimana ad agosto in Abbruzzo, in piscina, a Pescara , a Genova....Ho salutato l'estate: venerdì sono stata al chioschetto ad Ariccia a mangiare bucatini all'amatriciana e la porchetta e martedì co Romy e Pata alla sagra della bistecca...appena ci siamo posizionate sui tavoli si è unito niente popo di meno che il nostro relatore di tesi.... e già proprio il dottor Costantini co la sua immancabile bottiglia di vino rosso... e con i suoi discorsi che hanno fatto piangere la povera Pata  la quale è stata tutto il tempo assorta nei soi pensieri...
    Ho sperimentato diverse volteche la sfiga mi perseguita (ma questa non è una novità basta vedere gli interventi precedenti) e sono convinta che c'è qualcuno che me la tira....e so anche chi....
    Discorso tesi: le date sono il 13 e il 14 novembre chissà...ho lasciato il dischetto col la tesi al prof...se gli piace posso dire di essere messa molto bene altrimenti.....meglio non pensarci.....
    Ultima cosa vorrei ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicino in questo periodo (non faccio nomi perchè qualcuno potrebbe offendersi....)......
    Buona NAVIGAZIONE (che parolone) nel mio blog
    lasciate tanti commenti
    MINAKLE
    September 04

    I CAVALLI FANTASTICI

    PEGASO (CAVALLO ALATO):
    E' una figura della mitologia greca. Nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo taglio il collo della medusa. Questo cavallo venne inizialmente usato da Zeus per trasportare fino all'Olimpo le folgori. Succesivamente viene cavalcato da Bellerofonte per andare ad uccidere la Chimera. Dopo la morte dell'ereo, avvenuta per essere caduto proprio dal cavallo, Pegaso torna tra gli dei.  Nella famosa gara di canto tra le Muse e le Pieridi, Pegaso aveva colpito con uno zoccolo il monte Elicona, che si era ingigantito fino a minacciare il cielo dopo aver udito il celestiale canto delle dee. Dal punto colpito dallo zoccolo di Pegaso nacque una sorgente, chiamata Ippocrene, o "sorgente del cavallo". Nello stesso modo, Pegaso fece scaturire una sorgente a Trezene. Terminate le sue imprese, Pegaso prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione.
     
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    UNICORNO (O LIOCORNO):
    Il liocorno è tipicamente raffigurato come un cavallo bianco dotato di attributi magici, con un unico lungo corno avvolto a torciglione sulla fronte. Molte descrizioni attribuiscono all'unicorno anche una barbetta caprina, una coda da leone e zoccoli divisi.Simbolo di saggezza, nell'immaginario cristiano poteva essere ammansito solo da una vergine, simbolo della purezza. Si credeva che se il corno fosse stato rimosso, l'animale sarebbe morto.

    Nella tradizione medievale, il corno a spirale è detto alicorno, e gli è attribuita la capacità di neutralizzare i veleni. A partire dal XV secolo e fin quasi all'inizio del XIX, il dente del narvalo (un mammifero marino), in virtù della sua eccezionale lunghezza (fino a 3 metri) e la perfetta struttura elicoidale, viene identificato, anche dalla nascente zoologia scientifica, come il corno di un unicorno e venduto a caro prezzo nelle corti europee. Di conseguenza, l'unicorno comincia a uscire dai bestiari per entrare nei prime opere di sistematica naturalistica.

    Nel 1827 un famoso naturalista francese afferma l'impossibilità dell'esistenza di un mammifero perossodattilo con un unico corno frontale. Questa presa di posizione indirizzerà la scienza naturalistica nel corso dell'800 ad escludere definitivamente l'unicorno dalla lista degli animali esistenti.

    Alcuni pensano che questo animale sia stato ispirato ad una antilope africana della specie Orice.

    Persino nel paliowidth=381> delle contrade di Siena, palio di origini medievali e che si corre, come ognun sa, ancor oggi, seppur in un contesto diverso, vi è, tra le 17 contrade, quella del Leocorno (unicorno), rappresentata da un cavallo col corno in testa.

     

    IPPOCAMPO:

    E' un animale marino della mitologia greca. Gli ippocampi figurano nel corteo di Poseidone insieme a tritoni, draghi acquatici e mostri marini. Sono cavalli fino alla pancia e il loro corpo si conclude con una coda di  pesce. Possono avere zoccoli o zampe palmate. Al posto della criniera hanno una cresta di membrana o delle alghe.

     

     

    IPPOGRIFO

    :

    L'Ippogrifo è una creatura mitologica. Il suo nome deriva dalle parole hippos e grypòs. L'ippogrifo è infatti una creatura alata, originata dall'incrocio tra un cavallo ed un grifone, con testa e ali di aquila, zampe anteriori e petto da leone ed il resto del corpo da cavallo.

    La prima descrizione letteraria dell'Ippogrifo si deve a Ludovico Ariosto: nel suo Oralando Furioso esso è infatti la cavalcatura del mago Atlante, soggiogato da Bradamante e poi utilizzato da Ruggero. Viene inoltre cavalcato da Astolfo fino alla Luna per recuperare il senno perduto di Orlando.   Come un grifone, ha la testa di un' aquila, zampe dotate di artigli, ed ali coperte di piume, con il resto del corpo di un cavallo.          

    L'Ippogrifo sembra essere più facile da domare rispetto ai grifoni. Nelle leggende medioevali in cui questo animale fantastico appare, è di solito l'animale domestico di un cavaliere o un mago. Funge da eccezionale destriero, poiché può volare veloce come un fulmine. Si dice che sia onnivoro.< P>

    DONNA OLIMPIA

    "Chi dice donna dice danno"....Questo proverbio nasce grazie alle pazzie di una donna molto conosciuta a Roma: Donna Olimpia. Ma la storia di Donna Olimpia non inizia nella capitale bensì proprio nel viterbese.
    Olimpia Maidalchini nasce a viterbo nel 1592: a quel tempo viterbo era, dopo Roma, la seconda delle 13 provincie dello stato pontificio, ma era una città sonnolenta, stipata di conventi e confraternie. Olmpia e le sue sorelle erano destinate al convento al fine di concentrare tutto il patrimonio nelle mani dell'unico figlio maschio. Olimpia però con la siua astuzia seppe sottrasi a questo tragico destino. Infatti riusci a quei tempi  a far arrivare al vescovo una lettera di denuncia contro il dotto agostiniano che era pagato dal padre per convincerla a diventare badessa. La denuncia era di molestia sessuale, un reato così grave che intervenì l'inquisizione: Olimpia aveva vinto.
    Essendo la ragazza di ragguardevole bellezza, non fu difficile per lei trovare marito. Il prescelto fu Paolo Nini un uomo ricco e stimato. Tre anni dopo il suo matrimonio, 1611, morì il marito e poco tempo dopo anche il loro unico figlio nato poco tempo prima la sua morte.
    Olimpia era vedova a 20 anni, ma si rotrovò unica erede di una grande fortuna: decise di amministrare i propri beni per vederli fruttare. Dopo poco tempo ricevette la proposta di matrimonio del marchese romano Pamphilio Pamphili,nonostante lui avesse 50 anni. Olimpia si trasferì a Roma in un palazzo che si affacciava davanti piazza Navona. Da questo matrimonio nasquero tre figli. Olimpia spese un pò dei suoi soldi per abellire il palazzo, ispirandosi alle dimore che visitava durante le feste: in realtà partecipava solo a quelle in cui poteva incontrare gente importante, trovava le altre futili e noiose. Nel 1639 Olimpia rimase vedova (da allora vesti sempre di nero) e così diventò la consigliera del cognato Gianbattista, che nel frattempo era stato inviato come Nunzio Apostolico dal papa a Parigi e a Madrid.
    Morto il papa Urbano VIII Gianbattista divenne papa con il nome di Innocenzo X, non senza molte congiure: Olimpia aveva di nuovo vinto.
    Olimpia per conto del papa riceveva molti regali da parte di tanti ambasciatori. Ma la sua fama di donna avida accrebbe quando nel 1647 il papa si ammalò: si narrà che in queste giornate Olimpia di notte faceva la spola tra il quirinale (dove risiedeva il papa) e casa sua, in cui portava ori e ricchezze rubate proprio da la.
    Roma a quei tempi viveva un periodo di crisi, anche per la peste. Olimpia invece viveva nella ricchezza, circondata da uno stuolo enorme di servitù. I romani la odiavano, si divertivano con pasquinate come "chi dice olimpia maidalchina, dice danno, malanno, rovina". Veniva chiamata con disprezzo la "Papessa" o la "Pimpaccia". Per allontanare la folla dal portone del suo palazzo per uscire, doveva lanciare monete dalle finestre.
    Non fu indifferente alla distruzione di Castro.
    Nel 1650, in vista del Giubileo, riusci a organizzare un'accoglienza molto efficiente: fu un'ottima organizzatrice.
    Nel 1645 papa Innocenzo x aveva fatto in dono ad Olimpia l'abbazia di san martino al cimino e le terre del principato: Olimpia era diventata una principessa. L'abbazia era nata alla fine del IX secolo (primo esempio di arte gitoca in italia)e aveva avuto il periodo di massimo splendore alla fine del XIV secolo con i monaci cistercensi. Tuttavia era seguito un periodo di crisi e di abbandono. Olimpia volle il suo restauro. Furono innalzati due campanili per sostenere la struttura che slittava in avanti. Accanto alla chiesa c'era un grande magazzino che diventò il suo palazzo: fu innalzato fino a raggiungere l'altezza della chiesa , al suo interno furono creati ambienti pieni di affreschi, di camini e di soffitti pregiati. Fu costruita anche una scala a chiocciola percoribile anche con la carrozza.Importante è lo stemma del palazzo che unisce i simoli araldici  dei pamphili (colomba con ramoscello sormontata da tre gigli) a quelli dei Maidalchini (torre sormontata da tre stelle).
    Molto importante, decise il piano urbanistico: fu progettata la cinta muraria di forma ovale che ricorda piazza navona, tutt'intorno fu costruita una fila di scale a schiera. Lungo le mura si aprirono due porte: Montana (romana) e viterbese. Olimpia incoraggio gli insiediamenti e alle giovani famiglie che si stabilivano a San martino concedeva l'esenzione dal pagamento delle tasse i primi due anni di matrimonio. fece costruire anche due scuole. Per questo notevole progetto si affidò a grandi urbanistici: Borromini, de Rossi, Spada.
    Nel 1655 papa Innocenzo X morì e al suo posto saì Alessandro VII. Questi aprì subito un processo contro la donna che si ritirò a san martino alternandolo con le sue residenze a viterbo come il palazzo situati presso porta san pietro.
    Il processo fu presto dimenticato a causa della grave epidemia di peste che colpi anche viterbo causando oltre 2000 morti. Olimpia fu colpita dalla peste e morì nel settembre del 1957 abbandonata dai sudduti. Come aveva voluto fu sepolta nella chiesa di San martino.
    September 03

    la città fantasma

    Nella nostra provincia, nel 1649, avvenne un fatto storicamente singolare, Nella nostra provincia, nel 1649, avvenne un fatto storicamente singolare: un'intera città fu rasa al suolo per volere di papa Innocenzo X. Di questa splendida città rimangono pochi ruderi disseminati in una fitta vegetazione ed una pietosa croce con la scritta "QUI FU CASTRO". Si narra che tra le rovine fu gettato del sale affichè non vi crescesse più nulla Da allora le piante nascondono gelosamente i resti di eleganti edifici rinascimentali, ormai sassi circondati solo da ombra e silenzio. Per arrivare in questo luogo si deve raggiungere Ischia di Castro, proseguendo per Farnese si prende la strada per Manciano e dopo alcuni kilometri si gira a sinistra e si seguono le indicazioni per castro. Dal lago di Bolsena si trovano subito le indicazioni: ma alcune sono sbagliate. Per motivi di sicurezza l'intera zona è recintata. Castro sorgeva su un costone tufaceo tra il fiume Olpeta e il fosso del Filonica (a 12 km dall'odierna Farnese). In epoca preistorica già era abitata ma la prima civitlà importante che ospitò fu quella degli Statonia (etruschi). Nella vicina necropoli sono presenti molte sepolture fra cui la famosa Tomba della Biga. Nel medioevo il Castello di Castro fu dominato da una donnae questo singolare fatto gli lascio il nome di Castruum Felicitas (Castello di donna felicità). Il villaggio accrebbe diuventanto una città che comunque era sempre sotto il controllo del papa. nel 1527 una forte fazione si imposessa del potere a Castro e per scacciarla un gruppo di cittadini chiede organizza un colpo di stato e chiede la protezione di Pier Luigi Farnese che viene accolto a braccia aperte dai cittadini. Il papa ordina a Pierluigi di abbandonare Castro e ordina a Gian Galeazzo Farnese, signore di latera e cugino di Pier Luigi, di infliggere agli abitanti di castro una punizione esemplare. Il 28 dicembre dello stesso anno Gian Galeazzo organizza un saccheggio a Castro. Il cardinale Alessandro Farnese (padre di Pier Luigi)nel 1537 istituì il Ducato di Farnese e Ronciglione, che si estendeva dal lago di Bolsena al Tirreno, con Castro come capitale, come volontà dello stato pontificio. La città di Castro venne ricostruita al fine di diventare il simbolo della potenza e del prestigio dei Farnese. Castro si trasformò in una splendida perla rinascimentale. Durante il regno di Antonio Farnese iniziò il declino in quanto lo stesso riempì di debiti le casse vuote del ducato. Il figlio Ranuccio non fu migliore e invece di diminuire, i debiti aumentarono. Per pagare i debiti il duca Ranuccio ipotecò il ducato ed ottenne un prestito dal papa Urbano VIII. Ma poichè si rifiutò di restituirlo tra i due scoppiò un duro contrasto che portò alla prima guerra di Castro. Nel 1641 le forze pontificie avevano assediato il ducato ma la minaccia di un intervento congiunto a Venezia le costrinse a ritirarsi. Nel 1649 il vescovo di Castro venne assasinato da due killer: furono accusati due poveri contadini del delitto, mentre il duce di castro venne additato come mandante. In quel periodo papa Innocenzo X era morente e manovrato dalla famiglia Barberini e da Donna Olimpia Maidalchini (indiscussa padrona di Roma), nemici guurati della famiglia Farnese, dichiarò guerra a questa famiglia. In estate le truppe ducali furono sconfitte a Tuscania. A settembre Castro era sotto assedio e a dicembre la città fu costretta a cedere. Con accanimento inspiegabile il Papa, otto mesi dopo ordinò la totale distruzione di Castro:tutti gli edifici furono demoliti, anche la Chiesa peincipale. Due operai raccontano che nel tentativo di demolire una cappella, le loro braccia furono paralzzate da una forza esterna. In quella cappella c'erano tre dipinti che raffiguravano il S. crocefisso, la Madonna del Carmine e San Francesco. Dopo i picconi provarono con le mine, ma queste non riuscirono a scoppiare. Si gridò al miracolo e per mesi gli e abitanti di castro andavano presso la Cappella a pregare e a ricordare l'amaro destino della loro città. Il cardinale spinosa, per evitare i piani sovversivi, nel 1655 fece trasferire il dipinto nella sua casa romana. ma lì rimase solo per una notte. La Chiesa riconobbe miracolosi i fatti avvenuti e nel 1871 nella zona fu costruito un santuario. I tesori artistici di Castro furono messi all'asta o ceduti alle nobili famigie romane. Di alcuni si conosce il destino: le campane della cattedrale si trovano nella chiesa di Sant'Agnese a Roma, il simulacro di maria Immacolata del Duomo oggi si trova in una Chiesa ad Acquapendente. Chiesa ad Acquapendente. Sul colle di castro fu costruita una lapide marmorea con la celebre scritta "QUI FU CASTRO". Il ricordo della città si è conservato in alcuni comuni dell'ex ducato (montalto di castro, ischia di castro, Grotte di castro, Arlena di Castro) e in molti stemmi che ripoetano tre gigli, il simbolo di castro CASTRO PRIMA DI ESSERE DISTRUTTA: la città sorgeva su una collina circondata da un torrente: bisognava superare un ponte a due arcate. Il cuore della città era rappresentato da Piazza maggiore, al cuore centro si trovava una bellissima fontana su cui si affacciava il palazzo del duca. castro aveva 13 chiese: la principale era il duomo dedicato a San Savino, il protettore dell città che i cittadini festeggiavano con una giostra e con un palio con i cavalli. Del duomo è rimasta solo una lapide che attesta la sua consacrazione. Nella città c'era anche un ospedale molto importante e le mura. L'unica pecca della città era la scarsità d'acqua: per molto tempo i cittadini si servirono di una sorgente nei pressi di porta santa maria. Questa porta poi per motivi di sicurezza fu chiusa e prese il nome di porta murata. Pertanto fu costruito un pozzo, detto di santa Lucia.