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    March 30

    AUGURI

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    March 23

    W SANTA ROSA

    W SANTA ROSA
    "la fede nella Santa racchiude una città
    la gente che ci crede la viene qui a guardar
    e insieme a tanti altri l'applaude e canterà
     
    nella notte nel cielo s'innalza
    e la gente la guarda stupida
    sembra proprio volare sui tetti lassù
    tra le stelle e gli angeli blu
     
    cento uomini le fanno la corte
    è la piu bella di tutta la festa
    trenta metri d'altezza e lei in testa
    accarezza con ali la città
     
    poi si gira più volte alla folla
    che con lacrime agli occhi la acclama
    sembra proprio volare sui tetti lassu
    tra le stelle e gli angeli blu
     
    la fede nella santa racchiude una città
    la gente che ci crede la viene qui a guardar
    e insieme a tanti altri l'applaude e canterà
     
    dopo giri e fernate di corsa
    leiu raggiunge la sua santa casa
    proprio si sui gradini si posa
    e saluta la folla da lassu
     
    tutti quanti la voglion toccare
    per poter poi un giorno affermare
    che la rosa che brilla nel cielo lassu
    ti protegge con gli angeli blu!!!!"
     
     
     
    W SANTA ROSA
    March 20

    PRINCIPESSA

    Che inferno
    chiamarsi Principessa,
    camminare tra riverenze
    e ammirazioni
    malamente espresse,
    tra equivoci e falsi silenzi,
    passare tra occhi
    che ammirano
    la tua forma e il tuo incedere,
    ma non danno credere all'anima…
    Dio mi ha donato la gioia
    che dà bellezza,
    ma tutto si paga:
    l'incredulità,
    l'ambiguità del conoscersi,
    la perla rimane chiusa
    nell'abbigliante conchiglia,
    pochi la cercano,
    pochi la vedono nell'essenza;
    si accontentano della vernice
    e non capiscono
    che il sorriso nasconde
    un profondo distacco,
    il peso dell'esistenza,
    la costrizione di apparire
    come gli altri desiderano.
    E dentro, l'anima muore.


    March 19

    PER I VITERBICOLI

    CARI VITERBICOLI,
    SONO ANNI CHE SI PARLA DELLA PROSSIMA APERTURA A VITERBO DEL FAMOSO AEREOPORTO.
    LA SCADENZA ERA PER GIUGNO 2006 MA NATURALMENTE COME NOSTRO SOLITO QUESTA NON E' STATA RISPETTATA.
    NO E' QUESTO IL PUNTO...
    CIO' CHE MI DOMANDO E': A COSA CAZZO CI SERVE UN AEREOPORTO?
    SE DEVO INIZIARE A FARE UN ELENCO DELLE COSE CHE NELLA NOSTRA CITTA' NON CI SONO NON LO FINIREI MAI:
    POLICLINICO O UN OSPEDALE DECENTE
    CINEMA DECENTE
    AUTOSTRADA
    STAZIONE TRENI
    ALCUNE FACOLTA UNIVERSITARIE
    NEGOZI DI SCARPE
    BIBLIOTECA DECENTE
    COFFEE-LIBRERIA (SECONDO LA PU)
    AUDITORIUM
    L'ULTIMO DEI MIEI PROBLEMI E' L'AEREOPORTO DATO CHE A QUELLO C'E' SOLUZIONE.
    MA POI IO DICO QUEI POVERETTI CHE ARRIVANO A VT POI COME CAZZO FANNO AD ANDARE A ROMA E IN TUTTE LE ALTRE CITTA' SE NON ESISTE DA NOI UNA STAZIONE DECENTE E UN'AUTOSTRADA?
    QUINDI PRIMA DI PENSARE ALLE COSE IN GRANDE PENSIAMO ALLE "PICCOLE" COSE CHE CI MANCANO!!!
    VOI COSA NE PENSATE? LO VOLETE L'AEROPORTO? SA CHE CASINO SAREBBE???
    HO TRALASCIATO QUALCOSA DALLA LISTA??' FATEMI SAPERE CI CONTO
     
    March 18

    VILLA LANTE

    A chi non è della nostra città consiglio di andare a visitare Villa Lante a 4Km dal centro di Viterbo.

    E' una delle maggiori realizzazioni del 500 italiano al cui interno possiamo trovare la fontana dei Mori del Giambologna, le due palazzine del Gambara e Montalto, e uno spettacolare sistema di fontane e giochi d'acqua, e un bel parco boschivo.

    Villa Lante è composta da "Il Giardino All'Italiana" e dal Parco Boschivo, e occupa una superficie di 22 ettari.

    La straordinaria particolarità di Villa Lante è insita nella predominanza del giardino rispetto all'opera architettonica, infatti la residenza si sdoppia in due piccoli edifici gemelli (anche se costuiti in due tempi diversi), simmetrici rispetto all'asse centrale del giardino che domina l'intera composizione attraverso il percorso d'acqua.

    L'acqua nasce da un trionfo di geometrie disegnate da siepi sempreverdi e statue di peperino e segue un percorso che crea bacini e giochi d’acqua particolari.
    Da segnalare anche una tavola di peperino con un fresco ruscello che l’attraversa nel mezzo per tenere freschi frutta e verdura durante i pasti degli antichi proprietari.
    Il Giardino di Villa Lante è così un luogo incantato creato e voluto da un potente cardinale in nome della supremazia dell’uomo sulla natura. Chiusa in un rigoroso dedalo geometrico opera dell’architetto Jacopo Barozzi da Vignola,Villa lante fu costruita nella seconda metà del Cinquecento per volere del cardinale Gambara, a ridosso di un bosco già riserva di caccia.
    La Villa è attraversata longitudinalmente da un ruscello che sgorga in alto dalla roccia e segue il pendio del terreno, sfruttandone i dislivelli e raccordandoli con terrazze e fontane fino a placarsi nel quadrato della fontana dei Mori: è uno specchio d’acqua che eleganti balaustre suddividono in quattro bacini su cui galleggia una barca con un putto zampillante e al centro un triplice cerchio di vasche culminanti nel gruppo dei quattro mori che reggono lo stemma di Papa Sisto V.

    Fin dall’ingresso si abbraccia la vista dell’intero giardino.
    Le due palazzine simmetriche, a pianta quadrata sembrano non voler interrompere il flusso d’acqua, elemento naturale e vero protagonista della Villa, che scende con impeto anche se incanalato tra le fauci di un gambero in peperino simbolo del cardinale Gambara e raccolto nella Fontana dei Giganti raffigurazione dell’Arno e del Tevere.

    Una grossa quantità d’acqua defluisce e scende tumultuosa attraverso la Fontana della Catena, saltellando nell'inviluppo avvolto e concatenato delle chele di un gambero (emblema del Cardinale Gambara) come a costituire una catena d'acqua cristallina e sfociando nella Fontana dei Giganti, rappresentante i fiumi Tevere e Arno (ossia i buoni rapporti tra il papato di Roma e la famiglia Medici di Firenze) è l'età della ragione (o di Giove), in cui l'uomo è chiamato a lottare con le sue forze per dominare la natura per poi calmarsi nella Fontana della Tavola (o Tavola del Cardinale) come a costituire, per un raffinato gioco di forme e trasparenze, una tavola con tovaglia cristallina. L’acqua riprende poi la sua corsa e va a zampillare nella Fontana dei Lumini, come a formare tante fiammelle di candele argentate.

    Nel progetto era prevista la costruzione delle due ville, ma solo una fu fatta costruire, nel 1566, dal card. Gambara. All'interno conserva meravigliosi soffitti a cassettoni, stucchi ed affreschi pregiati, alcuni raffiguranti Villa D'Este, il Palazzo Farnese di Caprarola, il Palazzo di Capodimonte e Villa Lante come era all'origine. L'altra villa, chiamata Palazzina Montalto, per il nome del cardinale che la fece costruire, venne terminata nel 1590 con affreschi di vari autori ed un importante soffitto a cassettoni decorato.
    Il cardinale Giovan Francesco Gambara, discendente da una nobile famiglia bresciana, grazie alla protezione dei Farnese (la madre era la vedova di Ranuccio Farnese), ottenne il titolo di Vescovo di Bagnaia nel 1566 ma prese possesso solo nel 1568 e immediatamente progettò la realizzazione della sua Villa Lante a Bagnaia richiedendo ai Farnese il servizio del loro architetto Vignola. Già nel 1573 il cardinale poteva risiedervi ma i lavori proseguirono fino al 1578 (come ricorda la data apposta su di un fregio del casino detto Palazzina Gambara), data della visita di Gregorio XIII.
    L’architettura dei casini costruiti simmetricamente sul clivio alla fine di un terrazzamento all’interno di Villa Lante risulta assai più elegante e semplice rispetto alle coeve villa d’Este e palazzo Farnese di Caprarola e risente del modello bramantesco del Belvedere da cui Vignola trasse evidentemente diretta ispirazione riprendendo dalla precedente esperienza di Caprarola alcuni elementi del Casino del Barco ma lasciando assai più spazio al giardino che a Bagnaia svolge il ruolo di protagonista.
    La decorazione interna venne terminata in tempo per la visita di Gregorio XIII nel 1578, il programma e la direzione dei lavori è attribuita a Raffaellino da Reggio, già presente nel palazzo Farnese di Caprarola. Questa dipendenza del cardinal Gambara dalla ben più potente famiglia Farnese è sottolineata da tutta la realizzazione della sua residenza di Bagnaia e ritorna espressa sulle pareti della loggia del primo piano ove sono rappresentati paesaggi di Caprarola con il palazzo Farnese e la villa del Barco insieme ad una veduta di villa d’Este e di Villa Lante a Bagnaia. Tematicamente legate a questa celebrazione delle famiglie Farnese, Este e Gambara sono anche le pitture della volta che rappresentano la nascita di quattro costellazioni secondo la Poetica astronomica di Igino e in relazione alle tre sopracitate famiglie: sopra la veduta di Villa d’Este Ercole e il dragone nel giardino delle Esperidi raffigura la nascita della costellazione del serpente; sopra palazzo Farnese a Caprarola Orione e lo scorpione sono entrambi legati a una costellazione; sopra il Barco Giove sconfigge i giganti accompagnato dall’aquila (una impresa dei Farnese era costituita dal fulmine con cui Giove uccise i Giganti); infine sopra Villa Lante Ercole uccide l’Idra e con essa un granchio giunto in aiuto del mostro (in riferimento alla costellazione del cancro ma anche al gambero, simbolo del cardinale).
    Nell’insieme dunque la decorazione interna della loggia di Bagnaia sembra essere interamente improntata ai precedenti modelli del salotto di Villa d’Este e della sala di Ercole a Caprarola, ma l’esterno differisce per un maggior ordine spaziale che fa perno su un asse centrale sottolineato da una cordonata da cui scende l’acqua, da un tavolo marmoreo e infine dalla fontana con grande vasca posta al centro del primo terrazzamento ed ideata secondo modelli antichi come una sorta di laghetto con isola centrale.